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Un ospedale in Kenya
Likoni è un quartiere molto povero di Mombasa (Kenya). La gente vive di espedienti, non c'è la luce elettrica, l'acqua viene portata con taniche e pagata a caro prezzo. Le malattie come l'AIDS, la tubercolosi e la malaria sono molto diffuse. Ma a Likoni non c'è, anzi non c'era, un ospedale. Per accedere al centro di cura più vicino la gente deve fare un lungo viaggio a piedi e in traghetto, Likoni è un'isola, spesso con il risultato di arrivare troppo tardi, quando la malattia non è più curabile. Ora, grazie all'intervento di AMURT, associazione di volontariato internazionale con sede nazionale a Parma, gli abitanti di Likoni avranno il loro ospedale. Abbiamo chiesto al coordinatore italiano di AMURT Giacomo Borselli come funziona questo nuovo ospedale. "Questo ospedale cercherà di rispondere alle richieste della gente. I malati di malaria, le persone affette da AIDS, le mamme coi loro bambini potranno recarsi presso la vicina struttura per ricevere le cure. Finora una nostra squadra di volontari andava casa per casa cercando di risolvere i vari problemi senza appropriati mezzi. Con l'ospedale ci saranno anche questi. Chi ha finanziato e chi sta sostenendo il progetto? "Parma è una città notoriamente generosa. Ci sono stati dei comuni cittadini, l'Associazione Sportiva di Medesano, l'associazione "gli altri siamo noi". Quest'ultima sta organizzando una serie di eventi che termineranno con la tradizionale camminata di solidarietà che si farà il 13 maggio del prossimo anno. Inoltre presso il ristorante Fornello, compartecipe all'iniziativa, il 29 novembre ci sarà una cena di solidarietà." Com'è nata questa iniziativa? "Alcuni anni fa sono andato in Kenya per visitare i progetti di AMURT. In Kenya abbiamo orfanotrofi, dove i bambini sono tutti adottati a distanza, scuole e cliniche. Visitando alcune baraccopoli ci siamo resi conto che a Likoni dovevamo fare qualcosa, dare una speranza a chi soffre, e quando la malattia più diffusa è l'AIDS, la sofferenza è veramente tanta". Di cosa avete bisogno, cosa vi resta da fare? "E' stata fatta la struttura esterna, i muri perimetrali ed interni, i pavimenti ed ora stanno facendo il tetto, le porte e le finestre. A breve sarà terminata tutta la struttura in muratura. Dopo servirà tutta l'attrezzatura medica per poter operare a pieno regime. Le macchine e soprattutto le medicine per combattere l'AIDS costano molto. Per questo chiediamo un aiuto per rendere l'ospedale completamente funzionante." Chi volesse maggiori informazioni può visitare il sito www.amurt.it oppure telefonare allo 0521 929826.
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09-11-2005 Gazzetta di Parma
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